Rispondere a questo suona paradossale, ma intimamente vero per me.
Sono stato condotto a chiedermelo dopo aver trascorso molti anni vivendo la mia vita come, credo, la gran parte di noi vive.
Lavoro, lavoro, lavoro non desiderato, mangiare, dormire, attività sportive, ricreative, cinema, teatro, vacanze in montagna e al mare, hobbies. Soddisfacendo desideri progressivi: nuovo lavoro, nuova casa, nuova auto, nuovo computer, nuovo Hi-Fi, nuovo sport, nuova relazione amorosa, nuova tecnica spirituale, ora un figlio, guadagnare più denaro……….
Raggiunto un nuovo traguardo e soddisfatto il desiderio, il senso di appagamento e di godimento era poco duraturo, molto poco e a questo sapore mancava sempre qualcosa. Se poi l’obiettivo non era raggiunto l’implacabile giudice interiore emetteva la sentenza: sei incapace, inadeguato e non puoi ricevere amore, assaporando l’amaro della sconfitta e della punizione.
Questa sensazione di mancanza di qualcosa mi spingeva di nuovo verso la ricerca di altri obiettivi.
La spinta propulsiva ad utilizzare la mia energia in questo vortice era tale che prosciugava letteralmente le mie riserve energetiche.
Allora il mio organismo era costretto a staccare la spina con un esaurimento nervoso che mi rendeva incapace di pensare e agire anche le cose più banali della quotidianità.
In questo silenzio del corpo e della mente qualcosa dentro di me sussurrava: ha senso tutto questo? Ha senso vivere in questo modo? Possibile che la vita sia questo?
Purtroppo cercavo le risposte osservando le vite degli altri intorno a me, mi sembravano felici ed ignari che potesse esserci una alternativa.
Il meccanismo comunque doveva continuare a girare: pagare la casa, andare al lavoro, provvedere a sostentarsi e sostentare la propria famiglia, mantenere lo status sociale raggiunto…..
Ho realizzato che avrei potuto trascorrere tutta la mia vita in questo modo diventando un automa senza un briciolo di energia a disposizione per fare altro.
Ma la sofferenza era tale che ho dovuto necessariamente percorrere un altro Cammino. Ho dovuto cercare un’altra strada.
Non fuori di me ma dentro di me. Un sentiero che mi portasse nel luogo dove, nel silenzio di malattia, mi potessi provare ad avvicinare per sentire quella voce che sussurrava: che senso ha vivere così?
Un Cammino reso ancor più difficile dal Guardiano Interiore messo a protezione di questa zona, creato per non permettere di arrivare a sentire questa sofferenza e quello che c’è dietro.
Nella vita ordinaria spesso ci sono eventi che costringono ad uscire dal sonno della routine quotidiana per svegliarci alcune volte in modo deciso, spesso brutale.
Nella mia personale esperienza sono stati i ripetuti e frequenti esaurimenti nervosi, un incidente in moto che ha danneggiato seriamente il mio corpo fisico costringendomi a stare fermo in un letto per diversi mesi, una caduta in montagna con diverse costole rotte, un’uscita di strada con l’auto che viaggia a 120 km orari e da ultimo la recente pandemia che ha costretto tutti noi a stare isolati dentro le nostre case per diversi mesi.
Si potrebbe pensare che siano state delle disgrazie.
Io li considero come inviti attraverso cui l’Infinito mi ha detto: sveglia!!; guarda bene nella tua vita; accendi la luce per vedere cosa c’è dentro di te, dove stai andando? Sei sicuro che sia la direzione giusta?
Questo Cammino non è facile, non sempre è piacevole ma è necessario per andare a liberare dal dolore e dalla sofferenza quella parte di noi che è chiusa nella botola, per toglierci la corazza e sentire il nostro cuore che batte, per far cadere le maschere che ci hanno costretto ad indossare per essere amati.
E prendere la nostra parte bambina, che è la verità di quello che siamo realmente, per portare i suoi sentimenti ed emozioni ad esprimersi nella vita reale ed in mezzo agli altri, per la gioia di Essere chi veramente siamo.
Per sentire lo stupore di fronte alla commovente bellezza di un tramonto, la tenerezza e l’Amore nello stringere la mano di un bambino, la gioia e la gratitudine di abbracciare un amico, la compassione nell’accarezzare il volto di un anziano malato.

Grazie caro Alessandro 😊
Un Abbraccione 😘 🤗
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