La mente che non sa è un Koan del buddismo Zen, in poche parole un’affermazione paradossale che diventa oggetto di meditazione.
La mente che non sa, per Frank Ostaseski, il pioniere dell’accompagnamento alle persone morenti, è un’attitudine che è fondamentale per chi vuole accompagnare e con la quale sto imparando a fare amicizia.
Siamo abituati ad avere esperienza della mente che sa.
La mente che sa è la mente che gestisce, controlla, organizza, cataloga quasi tutte relazioni che noi abbiamo con l’esterno. Crea ruoli, gestisce la risposta ad eventi, crea un senso di noi che poggia sul lavoro che svolgiamo, la posizione e le relazioni all’interno della nostra famiglia e delle comunità che frequentiamo e della società, un’immagine di noi stessi a partire dalle nostre emozioni passate e presenti e immagini delle persone che conosciamo in seno alla nostra famiglia e alla cerchia delle persone che hanno delle relazioni con noi.
L’immagine del dipinto, che è stata gentilmente concessa dall’autore Rivale.0 per accompagnare queste parole, esprime istantaneamente tutto questo. Una serie di cassetti, di boxes, che occupano asfitticamente quasi tutto lo spazio, dietro cui si intravede un Essere che sta cercando di respirare e di esprimersi!!
La mente che sa ci costringe a vivere nel passato o nel futuro creando immagini delle persone che incontriamo derivate e costruite sulla base delle impressioni, emozioni, sentimenti generati in passato dalle interazioni con le stesse o desunte per analogia attraverso un lavorio puramente mentale.
E’ la creatrice e la percettrice di maschere, di ruoli, di divise, di etichette e questo lavoro prende inizio in tutti noi a partire più o meno dai 6/7 anni.
Ma spesso la mente che sa ci impedisce di tornare indietro a scoprire chi siamo veramente.
Una recente esperienza avuta da una persona a me cara, un’amata sorella viaggiatrice, mi ha costretto ad entrare in contatto necessariamente con la mente che non sa.
A causa di una caduta ella ha violentemente battuto la testa, ha subito un’operazione piuttosto complicata e, dopo essere rimasta in uno stato di incoscienza indotta per molti mesi, si è risvegliata lentamente dal sonno farmacologico.
Dalla sua grande lavagna nera gran parte di tutto quello che era stato scritto nel passato prossimo è stato cancellato e ha dovuto fare e sta ancora facendo un lavoro immane per reinserire tessere di un puzzle che è stato disfatto.
Le interazioni, avute con lei dopo il suo risveglio, mi hanno messo di fronte ad una persona che non è quella che avevo conosciuto, non ancora, non ci sono più le sue maschere, i suoi ruoli, i suoi atteggiamenti, quello che la sua mente che sa aveva costruito.
La mia mente che sa non era pronta e si aspettava di trovare, più o meno, la persona con la quale aveva condiviso tanti e tanti momenti insieme, tutto quello, a lei inerente, racchiuso nel cassetto della mia mente.
Ma non è stato così e ho sperimentato confusione, desiderio che “guarisse” e tornasse ad essere quella che avevo conosciuto, un senso acuto come di perdita.
Questa “nuova” amica mi ha costretto a fare un movimento per non stagnare in quelle emozioni a bassa vibrazione.
Mi ha portato a ricordare della mente che non sa.
L’ho già coltivata con le persone che si avviano a lasciare i veicoli inferiori che naturalmente, dato il processo, si stanno liberando di tutte le sovrastrutture costruite nella loro vita per tornare alla Casa del Padre.
Mi sono aperto a stare con quello che c’è nel momento presente, qui ed ora, abbandonando il ritratto che la mente che sa aveva costruito.
Ella, per me, è la Maestra del presente che mi insegna ad essere aperto, ricettivo, ad usare i miei sensi e le percezioni…. e basta.
E stando lì succede un miracolo!!
Davanti a me trovo un’Essenza magnificamente pura, risplendente, semplice, diretta, libera che, per risonanza, fa vibrare la mia Essenza di Amore Puro per la gioia di essere lì e ridere delle piccole cose.
La mente che non sa è la mente del bambino curioso, totalmente attento, immerso nel presente, libero, leggero, giocoso e gioioso.
La mente che non sa ha le chiavi per scoprire quello che noi siamo veramente.
La mente che non sa risiede nel cuore.
Per arrivarci bisogna spogliarsi e indietreggiare.
Nella rugiada delle cose da poco il Cuore conosce la freschezza del proprio mattino (Khalil Gibran)

Grazie caro Alessandro 🌻🌞
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Bellissimo articolo. Grazie di cuore Alessandro.
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