Afterlife 4

Che cosa si diventa una volta abbandonato il proprio corpo fisico?

Coloro che lo hanno abbandonato, nelle testimonianze avute dal dott. Moody, riferiscono che ci si sente in un altro corpo le cui descrizioni sono, tra loro, sorprendentemente simili.

In contrapposizione al corpo materiale, appena perso, esso può essere definito spirituale.

L’idea, che sottende alle più svariate descrizioni che ne sono state fatte, vuole esprimere qualcosa che ha la consistenza di una nube, a volte di vari colori, o volute di fumo, o vapore trasparente, o concentrazione di energia.

Ha una sagoma, spesso uguale al corpo fisico, una forma tondeggiante con delle parti simili a proiezioni della testa, braccia e gambe e, quindi, esistono delle estremità una in alto ed una in basso.

Alcuni hanno parlato a questo proposito di una somiglianza tra il loro corpo fisico ed il nuovo corpo:

“Sentivo di avere sempre una forma corporea completa, gambe, braccia, tutto, pur essendo senza peso”.

Si fa esperienza, dapprima, delle limitazioni di questo nuovo corpo.

L’assenza di peso e quindi della gravità è la prima, ci si sente galleggiare sul soffitto del luogo in cui il corpo fisico è stato abbandonato, di essere trascinato via come dalla corrente.

Poi l’assenza di tutte quelle percezioni che permettono al nostro corpo fisico di percepire in quale punto dello spazio ed in quale posizione si trovi, se siamo fermi oppure in movimento. Il senso dell’equilibrio e la sensazione del movimento che proviene dal nostro senso cinetico ossia dalla tensione nei muscoli, nei tendini e nelle giunture. Normalmente non ci accorgiamo del senso cinetico perché viene costantemente usato. 

Ci si accorge di non essere visibili, si vedono medici, infermieri o altri presenti che guardano in direzione del corpo spirituale senza dar segno di averlo visto. 

Si perde il senso del tatto per cui se si cerca di afferrare cose o persone presenti è come se le mani passassero attraverso senza possibilità di fare alcuna pressione sulla materia fisica.

Per esempio se si cerca di aprire una porta la maniglia sembra attraversare la mano quando si cerca di prenderla, ma non è necessario aprire nessuna porta in quanto la consistenza del nuovo corpo permette di attraversarla.

Quest’assenza di limitazione permette quindi di spostarsi in maniera estremamente rapida, quasi istantanea. 

Il tempo, come sperimentato nella terra, non fa parte della nuova esperienza del corpo spirituale.

Come è libero il movimento in questo nuovo stato così è libero il pensiero.

La mente è chiarissima, lucidissima e “tutto quello che provavo giungeva infine ad avere un significato”.

I sensi corrispondenti alla vista e all’udito sembrano essere molto più potenti.

Riguardo alla vista si riesce a vedere molto più lontano e nitidamente. 

Ecco quello che riferisce una donna che lasciò il proprio corpo fisico in seguito ad un incidente: “c’era molta gente che correva intorno all’ambulanza. Ogni volta che guardavo una persona, chiedendomi  cosa stesse pensando, come per uno zoom improvviso mi trovavo là. Quando volevo vedere qualcuno molto distante, una parte di me, come un razzo tracciante, si recava da quella persona.”

Quanto all’udito non lo si può chiamare propriamente così nel corpo spirituale. 

La maggior parte afferma di non aver sentito voci o suoni, ma piuttosto di aver percepito i pensieri dei presenti.

“Potevo vedere la gente e capire quello che diceva. Non la sentivo, come adesso sento lei. Era piuttosto come sapessi quello che stavano pensando, esattamente quello che stavano pensando, ma solo nella mia mente. Capivo un momento prima che aprissero bocca per parlare”.

Infine nessuna lesione presente nel corpo fisico si trasmetterà al corpo spirituale, quindi la mancanza di un arto o la sua deformazione non si replicheranno nel nuovo corpo. 

Molti di coloro che hanno sperimentato una pre-morte riferiscono di un profondo senso di solitudine. In effetti ogni comunicazione con gli esseri umani si interrompe e il fatto di non poter comunicare quanto di straordinario si sta sperimentando molto spesso è disperante. 

Tuttavia questa solitudine è destinata a svanire appena si penetra più a fondo nel grande passaggio quando alcuni Esseri saranno incaricati di guidarci ed assisterci.

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