Veniamo su questa Terra ad indossare dei veicoli fisici attraverso l’unione del maschile e femminile.
La procreazione, come dice la parola stessa, è l’atto attraverso cui vengono creati gli strumenti che ci permetteranno di prendere il contatto con questo mondo.
La crescita del nostro essere naturale, come involucro di quello spirituale, è affidata alle cure della madre e del padre.
Solo oggi so che essi dovrebbero instillare dentro di noi i semi che ci possano permettere poi di far crescere il nostro corpo, la nostra mente e la nostra anima in accordo tra di loro.
Come il Mahatma Gandhi disse: “la felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia”.
Attraverso questo immane lavoro i genitori dovrebbero consentire ai propri figli di poter poi esprimere il compito, scelto nell’aldilà, che hanno deciso di sperimentare e risolvere sulla terra.
Nella mia personale esperienza sono cresciuto acquisendo, man mano che passavano gli anni, la sensazione che i miei genitori mi costringevano a creare dentro di me una struttura a cui aderire che in qualche modo generava una dissonanza sempre più forte con un’altra parte presente dentro di me.
Una parte di me desiderava esprimersi in piena libertà con gioia, con entusiasmo, con curiosità e questa parte veniva in conflitto con questa struttura che si stava creando che imponeva delle regole, dei comportamenti, delle costrizioni, dei doveri a cui doversi conformare.
Più passava il tempo e più la frattura diveniva importante. Nasceva dentro di me il forte dubbio che i miei genitori volessero la mia felicità e parimenti la sensazione che questo loro modo di comportarsi fosse in qualche modo incoerente.
A questa frattura ho risposto rinnegando quello che sentivo per lo Spirito scegliendo di seguire i consigli, i voleri dei miei genitori con la speranza di essere da loro amato.
Ho poi scoperto che moltissimi figli hanno sperimentato dentro di loro il generarsi questa frattura e sentito questa incoerenza.
E’ come se, venendo al mondo, noi portassimo i semi della conoscenza delle figura archetipica del padre e della madre nella nostra essenza che in qualche modo rimanda alla perfezione del Padre e della Madre Celesti.
E noi cerchiamo questa magica perfezione nei nostri genitori terrestri, ricerca infruttuosa ed improbabile che può condizionare anche tutta la nostra vita.
Come si reagisce alla constatazione che nostro padre e nostra madre non sono come il Padre e la Madre?
C’è chi si sottomette alle regole, ai dettami, c’è chi si ribella, c’è chi trova delle vie di fuga nelle emozioni tossiche (fumo, sesso, droga, alcool, denaro, potere), c’è chi smette di farsi domande e trascorre la sua vita nuotando in superficie. Ma in ogni caso c’è una generazione di una quantità impressionante di sofferenza che, molto spesso per fortuna, può aprire il nostro cuore al coraggio di trovare una nuova strada.
E’ normale che sia così perché i nostri genitori terreni, in quanto esseri umani naturali e a meno che non abbiano iniziato da relativamente giovani a lavorare per il loro Spirito, si portano dentro tutta una serie di ferite e di eredità emozionali familiari non risolte che offuscano la loro chiara visione, e che, se non viste e lavorate, si trasmetteranno in eredità ai propri figli.
Per la mia personale esperienza queste dinamiche si sono ripetute con una precisione ed una puntualità impressionanti nella mia vita tanto da farmi pensare che stessi vivendo la vita di mio padre piuttosto che la mia. E si ripetono con una sincronia e una precisione assolute anche negli incidenti che costellano la vita di qualcuno di noi e dei suoi familiari, anche nelle malattie che si ripetono identiche di generazione in generazione con gli stessi esiti finali.
Partendo allora dalla constatazione che mio padre e mia madre non possono essere il Padre e la Madre gran parte della mia rabbia, della mia delusione si è magicamente dissolta perché ho capito profondamente che hanno fatto tutto quello che potevano, come potevano, quando potevano e li ringrazio per quello che hanno fatto e così sia.
Però è nata anche la convinzione che lo sviluppo delle anime appena arrivate non può essere affidato a chi non ha fatto un percorso di purificazione della sua. Spesso, a causa della vita che oggi siamo costretti a vivere che di fatto impedisce od ostacola questo percorso, non possono essere i genitori naturali ad occuparsene.
