Così in Cielo come in Terra

Questa affermazione di Verità è contenuta nella preghiera più famosa e “sconosciuta” del Cristianesimo: il Padre Nostro.

Ho trascorso gran parte della mia vita recitando queste parole sacre non avendone compreso minimamente il potentissimo messaggio contenuto che ho iniziato a scoprire grazie al Maestro Aivanhov.

Con queste poche parole siamo invitati a costruire in terra il Regno di Dio con la sua organizzazione e Gerarchia Celeste.

Perché anche nel Mondo Celeste esiste una struttura, che comprende i Serafini, i Cherubini, i Troni fino agli Angeli, gli Arcangeli, i Principati, così come sulla terra esistono gli stati, le regioni, le province, la famiglia, la chiesa, la scuola… 

Ci viene chiesto di far la Terra riflesso del Cielo.

Ma osservando quello che oggi avviene sul nostro pianeta (guerre, violenza fisica e mentale, fame per una moltitudine di esseri umani, opulenza per una minima parte di essi, sfruttamento incontrollato di risorse della terra) sembra un’impresa impossibile.  

La direzione non è certo quella in cui stiamo andando!!! 

Dentro di me e dentro una buona parte di esseri umani c’è un desiderio impellente di un cambiamento, una rabbia crescente in coloro che si sentono vessati, sfruttati, calpestati e, d’altra parte, una serpeggiante insoddisfazione, in coloro che hanno a disposizione tutto il desiderabile, che lascia una sensazione di vuoto anche nella più sfavillante ricchezza.

Questo cambiamento dovrà essere radicale e dovrà coinvolgere tutto: le nostre società, la conduzione degli stati, la famiglia, la scuola, la chiesa.

Osservando l’evoluzione della religione che ci riguarda, da cui discende il Cristianesimo, siamo passati da un Dio terribile e temibile, di cui avere paura, che doveva essere celebrato con dei sacrifici animali, quale era quello dell’Antico Testamento, alla venuta del Cristo che ha introdotto l’Amore.

L’uomo può amare Dio che è nostro Padre e anche Dio ama noi come suoi figli. 

Ma in questo rapporto tra Padre e figli si è materializzata una terza entità, la Chiesa, che si è imposta come interlocutore tra il Padre ed i suoi figli. 

Per parlare con Dio si deve passare attraverso un ministro della Chiesa che ha il potere di tradurre le conversazioni tra le due parti. A lui devi confessare tutti i tuoi peccati ed è lui che ti dice cosa devi fare per avere l’indulgenza. 

Quindi in realtà molti di noi, tra cui anche io, avevano scelto di non preoccuparsi troppo di seguire le parole del Cristo nella vita quotidiana, perché troppo complicato e faticoso, bastava andare a Messa, confessarsi e fare un atto di pentimento per avere lavati tutti i peccati. 

Chi, come me, ha frequentato gli istituti scolastici religiosi ha avuto modo di poter percepire spesso lo stridore, l’attrito e la confusione generata tra le parole del Cristo e il comportamento di alcuni suoi ministri.

Ora è arrivato il tempo di un cambiamento profondo. 

Questo sistema di comunicazione a tre non funziona più. 

Ora siamo chiamati personalmente ad avere una comunicazione diretta con Dio. 

Ma come?

Se Dio è un’entità diversa da me e si trova nelle Altitudini Celesti come posso comunicare con Lui?

Dobbiamo ricordare che Dio non è esterno a noi tenendo nella mente le parole sacre: “Mio Padre ed io siamo una cosa sola”. Avendoci creato a Sua immagine e somiglianza, dentro ognuno di noi c’è una parte infinitesimale di Lui della quale pochi di noi si ricordano. 

Questa parte si chiama Anima. 

Noi siamo Esseri Spirituali che stanno facendo una esperienza umana e non Esseri Umani che possono fare una esperienza spirituale. 

Noi non siamo “terra e alla terra ritorneremo” noi siamo Fuoco, Fuoco come lo Spirito Santo, Fuoco come il Sole.

Ma la comunicazione diretta con Dio richiede impegno, dedizione, disciplina: richiede uno sforzo. 

Lo sforzo di cambiare prospettiva. Lo sforzo di anteporre, a tutta la moltitudine di impegni della nostra vita terrena (la famiglia, il lavoro, la casa, il denaro…), la comunicazione con le Gerarchie Celesti.  

Come possiamo comunicare con Esse?

Attraverso la preghiera, il ringraziamento, la meditazione, la contemplazione, il silenzio interiore.

Percorrendo quotidianamente questo sentiero esso lentamente diventerà una strada di grande scorrimento e parlare con Dio sarà come parlare con un Amico Presente.

Con il nostro cambiamento interiore, per legge di risonanza, anche l’esterno a noi vibrerà della nostra stessa frequenza e allora potremo riflettere il Regno di Dio su questa terra. 

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