La ricapitolazione

L’impulso a riflettere sulla propria esistenza terrena credo sia un bisogno innato degli esseri umani.

Più si avvicina l’ultimo stadio della propria vita, o quello che si sente essere come tale, più questo bisogno diventa impellente.

Quindi esso può manifestarsi anche in un essere umano di età biologica relativamente giovane, per esempio in un ventenne o trentenne.

Questo bisogno, che assume proprio le sembianze di un istinto, va assecondato, secondo il mio particolare modo di sentire, in quanto ci prepara alla ricapitolazione o esame della propria vita appena trascorsa, cui saremo tutti sottoposti quando saranno venuti meno i nostri veicoli inferiori.

Non si tratterà di un processo e non seguirà nessun giudizio e nessuna condanna ma solo l’intento che noi si capisca profondamente quali sono state le conseguenze dei pensieri e delle azioni generate a seguire fatti e accadimenti ben precisi lungo il corso della nostra esistenza terrena.

Avete mai fatto una ricapitolazione?

Avete mai stilato un bilancio della vostra esistenza?

Si è mai affacciato nella vostra mente l’interrogativo: la mia vita ha avuto un significato? O la mia vita è stata degna di essere vissuta?

Sono momenti intensi quando succedono e per me c’è stato, subito dopo, un desiderio irrefrenabile di fuggire via da tutto questo facendomi risucchiare nel samsara del tran tran della vita quotidiana.

Per rispondere a questi interrogativi bisogna indagare con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione: l’introspezione, lo scendere nel nostro abisso inconscio, il tenere un diario, la reminiscenza e soprattutto una esplorazione profonda fatta con l’aiuto di una persona che possa guidarci a condurre un’analisi seria e strutturata anche attraverso un dialogo aperto e veritiero con familiari e amici.

Per questo è necessario che ci sia stata prima l’informazione sulle reali condizioni in cui si trova il morente.

Rispondere agli interrogativi precedentemente espressi porterà ad osservare i successi e gli insuccessi, gli insegnamenti ricevuti da essi, le idee a cui non è stato possibile dare realizzazione e le questioni rimaste in sospeso. 

Da tutto questo si potrà generare un senso di comprensione della trama della propria vita o un senso di rimpianto, amarezza fino ad arrivare alla disperazione.

La presenza e la vicinanza di una persona preparata, a cui affidare queste emozioni e sentimenti profondi affinchè vengano liberati e producano comprensione ed accettazione, è fondamentale per evitare che tutto l’evento possa essere manipolato ed usato per una trionfale celebrazione di successi dell’Ego o una distruzione terminale dell’Io a causa degli insuccessi.

Portare Luce sulle questioni rimaste in sospeso consentirà di produrre azioni concrete per porvi rimedio, se possibile, o per poter manifestare espressamente, alle persone coinvolte dalle nostre azioni passate, il sincero dispiacere per aver creato dolore e sofferenza.

L’evento che ha colpito il mio corpo fisico e che mi ha catapultato nell’osservazione sulla ricapitolazione mi ha fatto capire quanto sia importante non attendere che si sia sul punto di lasciare i propri veicoli, ma considerare di praticarla periodicamente per avere la possibilità di comprensione e per poter porre rimedio, fin tanto che se ne hanno possibilità e strumenti.

Questo significa dare un senso alla propria esistenza, dare vita alla propria vita.

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