Ho ricevuto il video, che troverete alla fine di questo articolo, in un momento, molto recente, di grande dolore e sofferenza.
La gattina, che aveva scelto di condividere la nostra vita, aveva appena lasciato i suoi veicoli fisici repentinamente, inaspettatamente e brutalmente, investita da un motorino.
Il pianto e la tristezza per il distacco hanno aperto il mio Cuore e sono ancora fragile per questo.
Ma ho ricevuto, come spesso accade, questo dono.
Vedendolo e ascoltandolo, qualcosa di caldo, di bruciante, di impellente è sorto nel mio petto e le lacrime di dolore si sono trasformate in lacrime di gioia.
Questo brano è stato scritto dall’artista per la sua compagna di allora che aveva appena perso suo padre.
Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you
Le luci ti porteranno a casa
E infuocheranno le tue ossa
E io cercherò di consolarti
Ecco quello che cerchiamo tutti affannosamente ed instancabilmente: la consolazione.
Ecco quel qualcosa che mancava nella mia vita ordinaria di prima, quel sapore che non riuscivo a trovare tuffandomi nella rincorsa continua alla soddisfazione dei desideri.
Ma quale è il significato di consolazione?
La lingua antica dei nostri padri ci dice che consolazione è formata da cum=insieme e solus=intero ma anche soddisfatto.
Questo cerchiamo voracemente per tutta la vita: essere insieme per sentirci interi e quindi soddisfatti.
Raggiungere finalmente la soddisfazione della nostra gioia di Essere nell’essere uniti.
Guardate il video e ascoltate.
Migliaia di persone unite tutte insieme a cantare un canto di consolazione per quella povera anima sperduta e senza più un padre.
Guardate le lacrime che scendono dai visi di quella gente che finalmente si sente soddisfatta, si sente unita nel canto, oltre la separazione di IO, dimenticando la soddisfazione di solo per me, a compiere un Sacro Ufficio di amore e di cura per un’altra anima.
Sentite la magia e l’armonia di migliaia di voci tra loro sconosciute e fisicamente separate che si trovano unite nel canto a far vibrare insieme le loro anime e richiamare a far vibrare anche le nostre.
E allora io voglio consolare, voglio consolare chiunque avrò vicino perché quella fame venga estinta.
Perché non c’è cibo, oggetti, denaro, potere nella materia che possa saziare questo anelito di stare insieme per Essere interi.
Consolare come solo un padre e una madre possono fare, perché questa è la Verità di noi stessi, questa è la nostra vera Natura Divina.
Dare senza pensare, senza calcolare, senza aspettarsi nulla in cambio, senza paura perché solo così mi Sento….
Al di là di quello che sono e di quello che faccio per vivere, al di là della mia storia personale nella materia.
Voglio aprire le braccia e dire: vieni, vieni qui.
Qui troverai un abbraccio, troverai consolazione, un cuore che batte insieme al tuo.
Qui non sarai più solo, qui non sarò solo nemmeno io.
Qui brillerà la Luce e le nostre ossa si illumineranno, qui c’è consolazione.
Come il grembo di una madre accoglie suo figlio che, accucciandosi tra le sue braccia, trova il conforto (cum fortis ossia insieme diventiamo più forti).
Quella forza che, sola, può scacciare le nostre ombre e annientare la paura.
Quella forza che, sola, può bruciare la nostra rabbia nella battaglia contro di esse e ruggire di fierezza.
Per provare questo bisogna aprire le nostre braccia ed il nostro Cuore ed accogliere, ossia raccogliere tutto insieme, raccoglierci tutti insieme.
Nella concordia (cum=insieme cordis=cuore) diventiamo Uno, i nostri Cuori insieme diventano Uno.

Alessandro caro, i tuoi articoli sono sempre toccanti. Questo in particolare mi ha commosso profondamente. Grazie
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