CHI SONO

Alessandro Carpentieri

CHI SONO

In questa vita mi chiamo Alessandro Carpentieri.

Sono un viaggiatore spirituale profondamente credente in una Entità Superiore che regola, governa e assiste noi tutti al di là e al di sopra di ogni religione. Quindi credo nel Sacro fuori e dentro ciascuno di noi.  

Ho praticato Hatha Yoga e meditazione trascendentale fin dall’adolescenza. 

Dal 2010 il mio viaggio continua attraverso la Meditazione Vipassana e la Scienza Iniziatica sotto la guida del mio Maestro.

Sono mosso dal desiderio di mettere al Servizio degli altri le comprensioni e le realizzazioni avvenute lungo questa strada, che ho scelto di percorrere. Strada che mi è stata indicata e che, dopo un lungo periodo di riluttanza, incredulità e paura, il mio Cuore mi ha spinto a seguire senza sapere dove mi porterà.  

Il mio scopo, in questa vita, è quello di accompagnare quanti più Esseri verso la fine della loro attuale esistenza e assistere coloro che rimangono nelle fasi del lutto per scoprire sentimenti che leniscano il vuoto dell’assenza. Accompagnamento e assistenza spirituale attraverso cui l’Anima di chi sta per lasciare questa terra trovi conforto, profondo significato della propria vita e senso di accettazione di questo grande passaggio e aiuti chi rimane a sprigionare sentimenti positivi nel vivere il senso della perdita. 

Troppo spesso ho avuto modo di constatare come l’assistenza e la preparazione dello Spirito della persona, che sta per lasciare il proprio corpo fisico, e dei suoi familiari siano purtroppo quasi completamente ignorati. Ci si concentra sull’alleviamento del dolore fisico e nulla, o quasi, viene fatto per portare sollievo al dolore interiore, allo smarrimento e alla paura di fronte a questo passaggio monumentale per ogni Essere Umano e per coloro che hanno con lui condiviso gran parte del suo tempo terreno.

La lontananza dei luoghi in cui si vive, gli impegni di lavoro pressanti, le necessità di accudire i propri figli molto spesso impediscono di dedicare il tempo e la cura necessaria alla persona cara che sta vivendo questo grande passaggio. Il Tempo che lo regola non corrisponde al Tempo che regola la vita normale, essi sono difficilmente conciliabili e spesso creano attrito incontrandosi.

Per questo gli ultimi periodi della vita vengono vissuti, da coloro che la stanno lasciando, molto spesso da soli o in compagnia di una televisione accesa, in un ambiente estraneo senza il calore e la compassione di qualcuno che sia lì vicino a loro, per ascoltare, accogliere, preparare anche con la sola presenza.

Si è perso il senso profondo e la sacralità di questo evento che è un rito e che, come tutti i riti, ha la propria liturgia, uguale ma diversa per ognuno di noi, che aiuta chi deve lasciare a farlo consapevolmente, se lo si desidera, e chi rimane a trovarne un senso profondo.

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