È un termine di origine haitiana, legato alla tradizione religiosa vudù.
Zombi in epoca contemporanea indica la figura di un morto vivente, un cadavere ambulante.
Secondo le credenze popolari haitiane, alcuni sacerdoti detti bokor sarebbero in grado di catturare una parte dell’anima e detenerla in una piccola fiasca, sotto forma di piccolo angelo guardiano.
Il rito produrrebbe nella vittima uno stato di letargia ipnotica simile alla morte. Tali bokor sarebbero in grado di resuscitare la vittima, anche dopo diversi anni dalla sepoltura, restituendole una piccola parte dell’anima sottratta, per renderla uno schiavo abulico.
Nella letteratura occidentale si indica per zombi individui privati di ogni volontà dalla dipendenza da droghe. Gli zombi si aggirano nella notte in cerca di esseri umani di cui cibarsi ed infettare a loro volta facendoli diventare come loro.
Dalla letteratura occidentale l’industria cinematografica e musicale ha tratto dei capolavori unici nel genere, basti pensare a “La notte dei morti viventi” di George A. Romero o di “Thriller” di Michael Jackson.
Ma esistono veramente gli zombies?
Pensavo di no.
Ora so che esistono veramente.
Dove sono?
Escono di notte dai luoghi di sepoltura?
No.
Sono in mezzo a noi, in pieno giorno.
Basta uscire di casa e osservare attentamente le persone che ci circondano.
La maggior parte sono preda del sonno ipnotico con gli occhi fissi sul display del loro smartphone, talmente assorbiti da ciò che stanno vedendo da perdere la cognizione del luogo e del tempo in cui si trovano.
Molti guidano un’auto in questa catalessi, risvegliati da una sinfonia di clacson che li spinge a muoversi.
Altri sono preda del demone della fretta e dell’ansia, li vedi correre a piedi, in auto, scalpitare quando sono costretti a fermarsi per mettersi in coda, come se non avessero abbastanza tempo, desiderosi d’ ingurgitare voracemente cose da fare.
Se tenti di svegliare i primi vieni guardato come se fossi tu l’essere alieno che li sta disturbando.
Se ti trovi sulla strada dei secondi vieni investito dalla furia aggressiva di un animale feroce che ti vomita contro rabbia, aggressività, sotto forma di parole e, spesso, anche di fatti.
Oggi li guardo stupito ed incredulo di trovarmi immerso in questo girone infernale.
Ma dura poco perché gli zombies là fuori sono sempre alla ricerca di esseri umani di cui cibarsi.
Come?
Si cibano della loro energia.
Di fronte alla rabbia e al sonno ipnotico qualcosa dentro di me comincia a vibrare, la sento salire.
È l’Animale.
Se ascoltate attentamente il brano di Andrea Cerrato, un cantautore viaggiatore, che troverete alla fine di questo articolo, capirete di cosa parlo.
Sì perché anche io sono stato uno zombi.
Ho passato gran parte della mia vita trascorsa infettato e contagiato dalla fretta di fare tante cose nel più breve tempo possibile, in preda ad ansia e rabbia per non riuscirci, caduto poi in una letargia ipnotico-depressiva dopo aver utilizzato tutta l’energia che avevo a disposizione in quel carosello.
Quando, ancora oggi, sale l’Animale che chiede la mia energia alcune volte non riesco ad essere così presente da rimanere fermo ad osservalo e mettere in atto le necessarie e deliberate contromosse.
Ancora oggi, che cerco di essere sveglio e presente, mi prende e reagisco istantaneamente e solo dopo mi rendo conto.
Il tempo in cui rimango preda dell’animale è sempre più breve, minuti. In passato erano ore, giorni in cui ero a mollo in una sofferenza costante.
Il Maestro Aïvanhov ci aiuta ricordando: “se l’uomo non è vigile, se non sa mettere delle protezioni intorno a sé, i suoi figli e i suoi animali domestici, simbolicamente parlando, saranno divorati dalle belve.
Quei figli e quegli animali domestici sono i suoi pensieri, i suoi buoni sentimenti e i suoi buoni slanci, tutto ciò che è sinonimo di ricchezza, abbondanza e prosperità spirituali. Se ci tiene veramente a loro, è necessario che li protegga, altrimenti essi vengono saccheggiati dalle entità tenebrose del mondo astrale, dalle belve che verranno a devastare…..”
Tutti noi siamo zombies, fa parte della nostra natura di esseri umani. Non ha senso cercare lo zombi al di fuori di noi. Quello che vediamo fuori è lo specchio di quello che abbiamo dentro.
Ma c’è una buona notizia.
Lavorando su di noi potremo riuscire a tenere la bestia al guinzaglio.
