Il Centro e la periferia

Alcuni giorni addietro una sorella/compagna viaggiatrice ha ricevuto in regalo un’intuizione proveniente dalle Regioni Superiori.

Le è comparsa l’immagine del Sole dal quale partivano raggi di luce e ha aggiunto che aveva visto ogni essere umano legato a esso da un raggio. La percezione le diceva che Il compito di ciascun essere umano è di ascendere, attraverso questo raggio, al Sole stesso.

Era rimasta colpita della rivelazione, non conoscendo ancora il sapere relativo, e chiedeva alla nostra Guida se quello che aveva immaginato potesse avere un collegamento con una verità spirituale.

Questo mi ha ancora una volta confermato in esperienza come la Conoscenza possa essere accessibile da chiunque sia aperto ed in contatto con le Regioni Superiori.

L’analogia che mi ha raggiunto immediatamente è con il simbolo riprodotto.

Nel macrocosmo al culmine di ognuno di quei raggi c’è un essere umano, nel microcosmo di ogni persona vivente al culmine di ogni raggio c’è una espressione o manifestazione delle personalità che ci abitano. Salendo di prospettiva ogni raggio è un’incarnazione della nostra Anima.

Il simbolo descrive il Viaggio che ognuno di noi incarnato compie per manifestare sé stesso sulla terra, ma nel contempo narra anche del Viaggio che tutti noi dovremmo intraprendere per risalire verso il Centro, verso lo Spirito.

Che cosa vuol dire?

In primo luogo il Viaggio che tutti compiremo quando abbandoneremo i Veicoli Inferiori, ma anche e soprattutto la connessione che ci è richiesto di tenere viva ogni volta che andiamo in periferia.

Il vivere quotidiano è strutturato in modo che ciascuno di noi è continuamente costretto a prendere contatto con la periferia. 

Le attività che ci attirano nella periferia sono innumerevoli: dalla mia casa esco per andare al lavoro, per uscire con gli amici, per passeggiare, per andare in vacanza, per studiare, per procurarmi cibo, per seguire i miei figli. 

Tenere dietro a tutte le attività create dalla nostra natura terrestre e/o dalla nostra società, dalle responsabilità/doveri creati per gestire i rapporti tra le persone in una stessa egregora (famiglia, società, nazione, gruppi di appartenenza), ci costringono a rimanere sempre di più tempo in periferia.

Così tanto che perdiamo il contatto con il nostro Centro che è il Sé profondo. 

Alcuni di noi credono addirittura che esso non esista e rimangono nella periferia per tutta la vita.

Non capiscono, come non avevo capito io, che rimanere lì ci condanna ad essere tutti separati, espressioni dei nostri Io centrici, attraversati solo da rabbia, paura, tristezza, apatia, invidia, vergogna, senso di colpa, superbia, lussuria, avidità. 

Intossicati da queste emanazioni, confusi e deboli, sempre più deboli e pronti ad eseguire ordini che ci rendono schiavi.

Quando invece tutto ciò che Dio Infinito Benedetto ha creato può essere rappresentato da un cerchio, un centro e una periferia.

Il nostro sistema solare con il Sole al centro; la cellula che ha un nucleo centrale, una periferia chiamata citoplasma e una membrana protettiva e contenitiva; l’uovo con il rosso centrale, il bianco periferico ed il guscio; la maggior parte dei frutti che hanno il nocciolo o i semi, la polpa e la buccia.

Sul piano spirituale il centro rappresenta lo Spirito, lo spazio tra il centro e la periferia l’Anima.

Lo Spirito è raffigurato con un puntino in realtà è immateriale e non ha dimensioni, ma vibra così intensamente che è onnipresente e distribuisce la sua energia in ogni luogo. L’Anima è materiale ma di una materia così rarefatta che la sua espressione è pura luce. 

Collegarsi all’Anima e allo Spirito ci costringe a spogliare i panni delle nostre personalità, andare oltre le chiacchere della mente di superficie per abitare i territori dove IO non esiste più e dove esiste UNO.

Ma sempre più spesso ho la sensazione di essere legato ad un elastico e, quando inizio a salire verso le altitudini celesti, vengo riportato a terra.

Più salgo e più potentemente vengo tirato giù.

Ogni volta che salgo l’elastico lentamente perde la sua caratteristica e quando riparto di nuovo non lo faccio dallo stesso punto di partenza. Quando un giorno l’elastico non sarà più elastico sarò allora libero di andare e tornare consapevolmente.

Se dimentichiamo di tornare al Centro per ricevere le potenti e luminose energie dallo Spirito, andiamo alla deriva completamente persi nella periferia e ci lasciamo indebolire dalle esalazioni venefiche delle nostre emozioni disfunzionali, fatte per nutrire solo entità affamate.

Tutto ciò che esiste è legato al centro e può sopravvivere solo se questo legame viene alimentato, ogni giorno che Dio ha fatto e ad ogni suo inizio.

Come?

Meditando, pregando, cantando ogni giorno e ad ogni suo inizio, come fanno i religiosi che iniziano la loro giornata cantando le Lodi e pregando.

Il primo pensiero, una volta aperti gli occhi al risveglio, dovrebbe essere per lo Spirito a nutrire la nostra Anima per essere guidati in periferia.

Lania Kea

Il termine viene dalla lingua hawaiana e il suo significato è immenso paradiso.

Con esso è stato battezzato un fenomeno osservato da un gruppo di astronomi, ed è stato dato in onore agli antichi navigatori polinesiani che, per la loro immensa conoscenza dei cieli, riuscivano ad orientarsi e a navigare nell’immensa distesa dell’Oceano Pacifico.

I ricercatori hanno verificato che le galassie non sono distribuite casualmente nell’universo, ma si trovano organizzate in raggruppamenti che comprendono decine e decine di galassie ed in enormi ammassi di galassie interconnesse in una ragnatela di filamenti. 

Quando i filamenti si incontrano e si intersecano si creano strutture chiamate superammassi.

Quello ritratto nella foto è il superammasso, che ha preso il nome di Lania Kea, nel quale si trova la nostra galassia, la Via Lattea, che si può vedere rappresentata con il punto rosso. 

La Via Lattea, ossia il puntino rosso che vediamo, ha un’ampiezza di circa centomila anni luce e si stima conterebbe da 200 a 400 miliardi di stelle.

Lania Kea ha un diametro di 500 milioni di anni luce, contiene una massa pari a cento milioni di miliardi rispetto a quella del sole e conta centomila galassie come la nostra Via Lattea.

Come si muovono e dove stanno andando queste galassie all’interno di Lania Kea?

Si muovono verso il Centro.

Verso il centro di Lania Kea c’è un Grande Attrattore. 

Una massa pari a decine di migliaia di galassie che esercita un’irresistibile attrazione.

Tutto ruota intorno ad un centro.

Come sopra così sotto, come fuori così dentro.

Come la Via Lattea che ruota a spirale attorno ad un centro gravitazionale.

Come nel Tai Qi in cui tutti i movimenti della forma compiono una spirale che parte dal Dan Tien (detto anche Campo del Cinabro o Porta della Vita), situato 3 centimetri sotto il nostro ombelico, dove risiede l’energia vitale o Qi, pronta per essere utilizzata.

Come il nostro DNA che si sviluppa in una doppia elica a spirale, formata da 3 miliardi di coppie di nucleotidi, un universo che si muove attorno ad un centro e sale.

E il grande universo dell’Essere Umano come si muove?

Osservando le persone intorno a me sembrano in preda al caos, muoversi disordinatamente, follemente seduti su una giostra che gira, gira, gira vorticosamente su sé stessa.

Attratti o respinti da impulsi che li fanno andare su e giù come su montagne russe.

Alla costante ricerca di piacere e terrorizzati dall’idea di sentire dolore.

Anestetizzati da congegni cibernetici che creano realtà virtuali.

Con i propri patrimoni genetici manipolati e indeboliti da sostanze che dovrebbero proteggerli da qualcosa che potrebbe colpirli ma che ancora non esiste nel loro corpo.

Dove è qui il Grande Attrattore?

Il Grande Attrattore è dentro di noi, è il nostro Sé, ma ne abbiamo perso il contatto. 

Non sentiamo più il Centro.

Per questo sembriamo così alieni.

Il centro può trasformare le nostre curve oscillatorie bidimensionali in un movimento a spirale tridimensionale.

È come se avessimo perso una dimensione, che fa ancora parte di noi, ma che non sappiamo più come raggiungere.  

La spirale è l’unica che può farci salire verso l’alto a conoscere tutti gli altri Sé e le Potenze Superiori, che ci può dare la riconnessione con il Creato e le sue manifestazioni.

Allora è meglio fermarsi, tutti e ritrovare il Senso.