Questo evento ha da sempre catturato la mia attenzione e scatenato una serie di interrogativi ai quali nessuno è riuscito a dare risposta.
Mi facevo queste domande perché, da credente in Cristo, le risposte che mi venivano date, anche dalla Chiesa Cattolica, lasciavano dentro di me delle grosse incognite.
Le domande che si affacciavano alla mia attenzione erano: con la morte del corpo fisico cosa succede dopo? Dove andiamo quando lasciamo questa terra?
Il cattolicesimo, religione predominante dove sono nato, mi spiega che tutti coloro che hanno lasciato questa terra rimangono in attesa della Resurrezione dei Morti e del Giudizio Universale nel quale Dio deciderà quale posto ci verrà assegnato nel Mondo Celeste.
Dentro di me questa notizia produceva una sensazione di cupezza, di paura del giudizio che si intrecciava all’ansia del dovere attendere chissà quanto tempo prima che questo succedesse.
Il Maestro Aivanhov, in alcuni suoi testi, arriva a chiedersi: possibile che una moltitudine di miliardi di miliardi di morti, quali si sono succeduti nelle epoche, attendano da tempo immemore tutto questo?
Se il pensiero costruisce la nostra realtà, immaginate tutti coloro che stanno credendo e aspettando tutto questo quanto possano vagare e attendere ciechi a tutto l’altro che si manifesta!!!
E ancora: possibile che una Entità Suprema, che ha creato tutti gli universi e tutto quello che noi sperimentiamo, in perfezione assoluta di continuo cambiamento e movimento, nei livelli più infinitesimali come nella vastità sconfinata, abbia potuto concepire un tempo inimmaginabile di attesa nel nulla per un numero impensabile di Esseri?
Se è vero come è vero che Dio Infinito Benedetto ci ama, come interpretare la Resurrezione dei Morti e il Giudizio Universale?
I Maestri ci avvertono che le Scritture Sacre vanno interpretate con consapevolezza e attenzione.
Non si sta parlando di eventi che sono lontani, tanto lontani da essere la fine.
Essi vanno interpretati nella realtà di continuo cambiamento e movimento, dalle più piccole nostre particelle alle galassie e agli universi, nella perdurante successione di accadimenti in cui viviamo.
Ogni istante risorgiamo e ogni istante siamo sottoposti al giudizio, inteso solo come constatazione reale di quello che ci accade nel nostro universo interiore.
Nelle frequenze che regolano il nostro mondo non esiste l’immobilità, la stabilità, il “per sempre”.
Sperimentiamo la trasformazione continua ed incessante di tutto l’esterno circostante e, nello stesso tempo, di tutto l’interno a noi inerente, in un gioco continuo di nascita e di morte e di rinascita.
Espressione della continua dualità in cui siamo immersi.
Guardiamo il nostro corpo, guardiamo la natura intorno a noi.
Pensiamo alle meravigliose capacità rigenerative del nostro organismo in cui migliaia di cellule ogni giorno muoiono per essere sostituite da altre, alle ferite inflitte nella nostra pelle che, dopo qualche tempo, spariscono sostituite da altra pelle rinata, pensiamo ad un albero che si addormenta ogni inverno spogliandosi delle proprie foglie per rinascere a primavera con altre nuove o al seme che, per poter dare origine alla vita della pianta, si spacca e muore.
Questa è resurrezione. Resurrezione della vita.
La vita che si trasforma e viene sostituita da altra vita.
Questo è l’orrore e la bellezza del mondo in cui viviamo, questo è ciò che ci rende realmente vivi.
Sapere che non siamo solo ciò che muore e ciò che rinasce in questo mondo ma che una parte di noi, ai più sconosciuta, non fa parte di questo mondo ma è immortale.
Il viaggio che ognuno di noi è venuto a compiere è quello di scoperta, continua, incessante, instancabile di unirsi a questa parte ed esprimerla a beneficio, utilità e servizio di tutti.
Questo viaggio è Gioia, Pienezza, Felicità.
Ogni volta che scegliamo consapevolmente di abbandonare un comportamento nocivo, una emozione paralizzante noi moriamo a noi stessi per risorgere e rinascere ad un altro noi, diverso, più vicino a quello che siamo veramente.
E quando sorge una malattia, un dolore fisico, una sofferenza interiore quello è il giudizio/consiglio che il Cielo ci manda per metterci sull’avviso che ci stiamo allontanando dal nostro progredire.
Come se avessimo smarrito la strada per tornare a Casa e trovassimo segnali per deviare dal nostro Cammino.
E quando lasciamo questo attuale corpo fisico risorgiamo alla nostra Natura Divina e raggiungiamo la nostra dimora dove resteremo per poi ritornare di nuovo, o sulla Terra o in altro pianeta.
Il ritorno sarà un giudizio/consiglio sulla nostra esistenza precedente, che ci permetterà di vivere sperimentando nuove resurrezioni e via via successive reincarnazioni per progredire verso la Luce fintanto che non avremo più bisogno di tornare ma di rimanere dove siamo.
Quello sarà il Giudizio Finale.
