È un fenomeno assolutamente naturale ma magico per mezzo del quale alcune specie viventi, denominati fotofori, emettono luce visibile come risultato di naturali reazioni chimiche che avvengono al loro interno, oppure da rapporti di simbiosi con i batteri.
Basti pensare alle lucciole che punteggiano, ormai sempre più di rado, le calde notti estive nei campi e nei boschi.
Tra gli organismi terrestri sono fotofori alcuni vermi tra cui alcuni millepiedi, alcuni funghi, alcune mosche, una chiocciola luminescente.
Pensavo che questa miracolosa attitudine fosse prerogativa di un ristrettissimo numero di esseri viventi.
Invece ho scoperto che così non è.
Infatti, fauna e flora luminescenti sono così tanti che si fa prima a nominare quelli che non lo sono (al momento): le angiosperme e i vertebrati terrestri tra cui gli uccelli, i mammiferi e gli anfibi.
Soprattutto nel mare si manifesta la maggiore presenza di organismi che posseggono questo dono: batteri, piccole alghe, krill, meduse, seppie, polpi, un calamaro, alcuni squali, piccoli crostacei, coralli, anemoni, pesci dei piani batiali e abissali, come il pesce lanterna.
Come funziona la bioluminescenza?
La luce visibile emessa dagli organismi viventi, quella che ci fa sognare quando osserviamo le lucciole in estate, è in poche parole uno dei prodotti risultanti dall’azione di due composti chimici, da una parte le luciferine e dall’altra parte un enzima catalizzatore detto luciferasi. Nella maggior parte dei casi il fenomeno è appunto dovuto alla luciferina, che in presenza di ATP (adenosintrifosfato), magnesio e dell’enzima luciferasi, cede elettroni, i quali, passando ad un livello minore di energia, liberano energia sotto forma di luce, le lunghezze d’onda della luce emessa in ambiente marino restituiscono colori per lo più tendenti al blu e al verde.
La bioluminescenza è presente in tantissimi luoghi della terra e del mare: i laghi del parco costiero Gippsland Lakes in Australia, le spiagge di numerose località tra cui Mosquito Bay in California, Ton Sai in Thailandia e perfino Aberavon Beach in Galles.
Nell’arcipelago delle Maldive troviamo la presenza di molti batteri, la cui particolarità è quella di iniziare a emettere luce solo quando raggiungono elevate concentrazioni in un determinato spazio e, quando lo fanno, emettono una luce continua in grado di dare vita a spettacolari fenomeni marini come i milky seas, i “mari di latte”, con enormi superfici luminose rilevabili addirittura dallo spazio.
Tutto ciò mi affascina e davanti a spettacoli simili non posso non rimanere stupefatto davanti alla straordinarietà e varietà espressiva del creato e a come queste manifestazioni mi conducano a collegarmi alla Fonte Primaria creatrice di tutto questo.
Per me sono manifestazioni della grandiosità, della inaudita potenza e sacralità dell’Ente Creatore che arriva a manifestarsi su questi regni così materiali con questa sublime perfezione.
Come se la mano di Dio Infinito Benedetto sfiorasse l’acqua del mare e improvvisamente, grazie alla purissima e intensissima energia, tutto il mare risplendesse di una magica luce azzurra, riflesso del Divino, grazie alla purezza degli organismi che si rendono veicolo di questo miracolo.
Come il risplendere di una stella cometa che infiamma con la sua scia una porzione dell’Universo correndo a velocità stratosferica verso la sua fine.
Allora mi sono chiesto: noi che siamo riflesso di Dio, che portiamo la Sua scintilla divina dentro di noi, siamo in grado di riflettere questa luce all’esterno di noi come Sua manifestazione?
Il ricordo è andato subitaneamente alle immagini sacre in cui i Santi, gli Angeli e i Beati vengono raffigurati con l’aureola che circonda il loro capo o tutto il loro corpo.
La luce radiante che emana da questi personaggi viene intesa come simbolo di Luce e Grazia in virtù della loro vicinanza alla Fonte.
È vero, sono raffigurazioni pittoriche che potrebbero non avere rispondenza nella realtà terrena, ma questo solo perché non siamo in grado di poter percepire quella luce con i nostri sensi terreni.
Ed è anche vero però che noi siamo in grado di poter percepire una energia pulita, brillante, vibrante e magnetica attraverso gli occhi, che non a caso sono lo specchio della nostra anima.
Allora la strada è quella di pulire i nostri Veicoli Inferiori così tanto che inizi a trasparire un barlume di quella luce divina che altri esseri riescono a diffondere.
Per fare questo è necessario riconnettersi allo Spirito attraverso la pregheria, la meditazione, il lavoro incessante su di sé per diventare trasparenti come specchi.
Allora quando la mano di Dio ci sfiorerà saremo anche noi in grado di risplendere di Dioluminescenza.
