Mente ordinaria e mente profonda

Cosa è la mente? 

Convenzionalmente descriviamo la mente come la capacità di capire, immaginare, discernere e interpretare la realtà nella quale siamo avvolti.

Uno stimolo arriva alla percezione dei nostri sensi e la mente lo etichetta, frugando nei cassetti della memoria, assegnandole un nome e delle caratteristiche associate ad esso. 

Quando osservo un oggetto sferico, di colore giallo/rosso, di consistenza dura, di superficie lucida, da cui parte un altro oggetto cilindrico, ad esso attaccato nella superficie superiore leggermente affossata, di colore marrone scuro e di consistenza più coriacea ma flessibile tutto questo nel mio cervello corrisponde al termine Mela.

Il percorso attraverso cui creiamo la nostra realtà si dipana dalla esperienza alla conoscenza alla memoria al pensiero ed infine all’azione. 

La percezione crea l’esperienza da cui ricavo una conoscenza che viene confrontata con ciò che c’è nel magazzino della memoria da essa giunge un pensiero che si collega ad una emozione e sulla base di questo aggregato agisco creando nuova esperienza. 

Questo processo è così automatico, sofisticato e velocissimo per cui ha senso assimilare la mente ed il cervello ad un computer completo di software ed hardware.

Questo computer riesce ad elaborare una quantità di informazioni e reazioni impressionanti.

Basti pensare alla quantità di cicli mentali che deve fare un pilota di un jet supersonico in una partizione di tempo brevissima.

Oppure un pilota di formula uno.

La maggior parte delle attività ripetitive nel tempo scendono nel nostro livello inconscio per diventare loop automatici.

Quanti di noi hanno avuto modo di salire in auto e guidare, immersi in un ciclo di pensieri dominanti, per accorgersi di seguire un percorso “automatico” che non era quello destinato a raggiungere il luogo dove avremmo dovuto andare.

La mente ordinaria riesce a fare tutto questo utilizzando solo il 10% delle nostre capacità intellettive.

La mente ordinaria non ferma mai la sua attività forsennata e per questo, nella tradizione buddista, viene chiamata la mente scimmia. Come una scimmia salta di ramo in ramo per cercare qualcosa di suo interesse così la mente ordinaria salta da un pensiero/emozione ad un altro senza nessun governo apparente. 

Si può impiegare tutta la vita ad esercitare così la mente ordinaria.

Ma è come fare il giro del mondo sulla tavola da surf.

La mente ordinaria nel suo moto perpetuo chiacchera incessantemente dentro la nostra testa.

Nei miei primi periodi di meditazione, seduto in postura, rimasi sorpreso di sentire una canzone che cantava nella mia testa, questo canto era incessante e generava una forte dose di avversione.

Più tardi, in seguito alle condivisioni di altri meditanti, scoprii che era un modo comune di funzionare della mente.

Seguire la mente ordinaria ha generato e genera in me una grande quantità di sofferenza e ci sono esseri umani che rimangono suoi prigionieri per tutta una vita. 

Perché? 

Perché non sanno che nel rimanente 90% della mente c’è qualcos’altro a cui si può avere accesso a patto di conoscerne il percorso e mettersi su quel cammino: la mente profonda.

C’è una metafora che adoro tra l’onda e l’oceano mare.

Quando il vento soffia sulla superficie del mare si genera un’onda. 

Se io penso di essere un’onda sarò sempre agitato dai venti dei pensieri/emozioni che mi porteranno via con le loro correnti. 

I venti e, di conseguenza, le onde possono essere impetuosi.

Alcune volte questi venti e queste onde si incroceranno e si scontreranno creando una tempesta.

Ma questa è solo la superficie del mare. Questa è solo la mente di superficie.

Quando ero più giovane, ossia il secolo scorso, amavo il mare agitato perché potevo aspettare l’onda tuffandomi sotto di essa prima che potesse travolgermi.

Perché l’oceano mare, sotto l’onda, diventa mano a mano più calmo e se trovo il coraggio di scendere nella sua profondità, dove solo le donne Ama riescono ad andare, lì regna una calma ed un silenzio assoluti. 

Lì regna la mente profonda. 

E lì, anche quando sono in preda al dolore e alla rabbia, alle onde delle agitazioni emotive, la mia mente è sempre calma. 

Lì dove la vita sembra non esserci, come sulle più alte vette montane, perché non c’è il respiro, se riesci a stare, ti accorgi che non c’è più bisogno di respirare e una pace indescrivibile ti viene a trovare. 

In quel breve momento di beatitudine perdi il senso dell’io, del tuo piccolo mondo illusorio e sfoci nel grande oceano della Coscienza Collettiva dove SEI, SEI CONNESSO A TUTTO, SEI TUTTO. 

Allora da lì arrivano intuizioni, realizzazioni. Dal meraviglioso fiore della Conoscenza/Coscienza arriva una stilla di nettare direttamente dentro di te bypassando la esperienza-conoscenza-memoria-emozione/pensiero-azione e tu sai profondamente.

Sai che sei oceano e quando l’onda si frangerà sulla riva ritornerai all’oceano.