Lania Kea

Il termine viene dalla lingua hawaiana e il suo significato è immenso paradiso.

Con esso è stato battezzato un fenomeno osservato da un gruppo di astronomi, ed è stato dato in onore agli antichi navigatori polinesiani che, per la loro immensa conoscenza dei cieli, riuscivano ad orientarsi e a navigare nell’immensa distesa dell’Oceano Pacifico.

I ricercatori hanno verificato che le galassie non sono distribuite casualmente nell’universo, ma si trovano organizzate in raggruppamenti che comprendono decine e decine di galassie ed in enormi ammassi di galassie interconnesse in una ragnatela di filamenti. 

Quando i filamenti si incontrano e si intersecano si creano strutture chiamate superammassi.

Quello ritratto nella foto è il superammasso, che ha preso il nome di Lania Kea, nel quale si trova la nostra galassia, la Via Lattea, che si può vedere rappresentata con il punto rosso. 

La Via Lattea, ossia il puntino rosso che vediamo, ha un’ampiezza di circa centomila anni luce e si stima conterebbe da 200 a 400 miliardi di stelle.

Lania Kea ha un diametro di 500 milioni di anni luce, contiene una massa pari a cento milioni di miliardi rispetto a quella del sole e conta centomila galassie come la nostra Via Lattea.

Come si muovono e dove stanno andando queste galassie all’interno di Lania Kea?

Si muovono verso il Centro.

Verso il centro di Lania Kea c’è un Grande Attrattore. 

Una massa pari a decine di migliaia di galassie che esercita un’irresistibile attrazione.

Tutto ruota intorno ad un centro.

Come sopra così sotto, come fuori così dentro.

Come la Via Lattea che ruota a spirale attorno ad un centro gravitazionale.

Come nel Tai Qi in cui tutti i movimenti della forma compiono una spirale che parte dal Dan Tien (detto anche Campo del Cinabro o Porta della Vita), situato 3 centimetri sotto il nostro ombelico, dove risiede l’energia vitale o Qi, pronta per essere utilizzata.

Come il nostro DNA che si sviluppa in una doppia elica a spirale, formata da 3 miliardi di coppie di nucleotidi, un universo che si muove attorno ad un centro e sale.

E il grande universo dell’Essere Umano come si muove?

Osservando le persone intorno a me sembrano in preda al caos, muoversi disordinatamente, follemente seduti su una giostra che gira, gira, gira vorticosamente su sé stessa.

Attratti o respinti da impulsi che li fanno andare su e giù come su montagne russe.

Alla costante ricerca di piacere e terrorizzati dall’idea di sentire dolore.

Anestetizzati da congegni cibernetici che creano realtà virtuali.

Con i propri patrimoni genetici manipolati e indeboliti da sostanze che dovrebbero proteggerli da qualcosa che potrebbe colpirli ma che ancora non esiste nel loro corpo.

Dove è qui il Grande Attrattore?

Il Grande Attrattore è dentro di noi, è il nostro Sé, ma ne abbiamo perso il contatto. 

Non sentiamo più il Centro.

Per questo sembriamo così alieni.

Il centro può trasformare le nostre curve oscillatorie bidimensionali in un movimento a spirale tridimensionale.

È come se avessimo perso una dimensione, che fa ancora parte di noi, ma che non sappiamo più come raggiungere.  

La spirale è l’unica che può farci salire verso l’alto a conoscere tutti gli altri Sé e le Potenze Superiori, che ci può dare la riconnessione con il Creato e le sue manifestazioni.

Allora è meglio fermarsi, tutti e ritrovare il Senso.

Come fuori, così dentro

L’Universo è, da qualche tempo, un mistero che mi affascina e mi rapisce. 

Di più!!! 

C’è qualcosa dentro di me che sento risuonare quando alzo gli occhi per vedere un cielo stellato.

Qualcosa di cui sento di far parte, ma che non conosco e del quale, sinora, non mi sono mai interessato.

Ho passato gran parte della mia esistenza con lo sguardo rivolto in Terra senza mai avere la curiosità di spaziare.

Fondamentalmente avevo paura, paura di qualcosa di sconfinato, di misterioso, di ignoto, di non comprensibile con la mente.

Ora la mia attenzione è stata catturata dal capire come è fatto. 

Tenterò di trasferire quel poco che ho compreso, tratto da letture e da programmi televisivi dedicati, sperando che sia sufficientemente corretto.

Sembra che l’universo si sia formato circa 13 miliardi e 800 milioni di anni fa a seguito di una immensa esplosione (Big Bang). 

Dopo questa esplosione gli elementi che compongono gli atomi, chiamati appunto subatomici, si sono annichilati tra di loro, ossia un elettrone con il suo opposto un positrone e un protone con un antiprotone, scontrandosi, si sono annullati dando origine alla luce sotto la forma di fotoni.

I fotoni, secondo la teoria quantistica, sono un “quanto” di energia fondamentale ed indivisibile classificato come bosone, vettore elementare di massa nulla.

La luce ha iniziato a viaggiare nello spazio andando a formare, insieme a altre particelle cariche, il cosiddetto plasma primordiale o radiazione cosmica di fondo.

Ma non tutti i protoni si sono annichilati; una parte molto ridotta di essi è andata poi a costruire tutta la materia che oggi noi osserviamo nello spazio: stelle, pianeti, galassie e ammassi di galassie.

Essi si sono formati a partire di piccole differenze di densità, che ha portato a una differenza di gravità in quella zona creando una conseguente attrazione. 

Gli scienziati hanno stimato che in tutto l’universo ci siano da 100 a 200 miliardi di galassie.

Le galassie si legano a causa della loro forte gravità e vanno a formare ammassi di galassie.

Ogni galassia ospita miliardi di stelle.

Ogni stella potrebbe avere da 1 a più pianeti orbitanti intorno.

La nostra galassia, la Via Lattea, ospita da 300 a 400 miliardi di stelle.

Questi dati sono il frutto di decenni di osservazione e di studi di una moltitudine di scienziati.

Ebbene quello di cui si è parlato finora rappresenta il 5% dell’universo, questo 5% viene chiamato Materia Ordinaria.

Esiste poi un 25% di Materia Oscura. Intorno ad ogni galassia c’è una grande quantità di materia che non emette luce, ma che influisce sulla velocità di rotazione della galassia stessa, della quale si hanno pochissime informazioni.

Tutto questo rappresenta il 30% dell’Universo.

L’altro 70% è Energia Oscura della quale gli scienziati non sanno nulla, non sanno da cosa è composta e come si comporta, ma che è assimilabile al vuoto fondamentale.

Come fuori, così dentro.

Anche il nostro cervello è conosciuto e usato solo per il 10%, l’altro 90% non sappiamo a cosa serva e non siamo in grado di utilizzarlo.

Anche del nostro organismo conosciamo solo la materia densa: ossa, muscoli, tendini, nervi, organi, cellule. 

Ma esiste anche una materia meno densa: la matrice extracellulare, la linfa, il liquido cefalo rachidiano. Anche essi sono oggetto di studi, ma forse non si conoscono così bene.

C’è poi materia rarefatta come i pensieri sui quali si è approfondita l’indagine moderna ma più che altro sulle conseguenze patologiche e i comportamenti psicotici che ne derivano.

Dopo c’è Energia, oscura non in quanto priva di Luce, ma perché sconosciuta: l’inconscio, le emozioni, i sentimenti, il silenzio, l’Anima, la Coscienza Collettiva, il Vuoto, l’Assoluto.

Ed è singolare come gli sforzi della maggior parte degli esseri umani siano tutti concentrati a usare la Mente per sapere e scoprire sempre più cose su quella piccola percentuale di conosciuto e solo pochissimi si sentano attratti dall’esplorare col Cuore quell’Energia che rappresenta l’ignoto e che ci riconduce all’Origine.

Forse anche loro, come me un tempo, alzando lo sguardo al cielo stellato, vengono assaliti da una paura profonda.