Nella mia esperienza ho separato il significato di nutrimento in quello per il Corpo Fisico e in quello per lo Spirito.
Molti di noi sono portati a farlo, essendo immersi in questo mondo di dualità in cui esiste il giorno e la notte, il sacro ed il profano e via discorrendo.
Nella mia percezione la dualità equivaleva a separazione, da una parte un’entità dall’altra il suo opposto: distanti, divisi, incomunicabili.
L’inganno percettivo, architettato dalla mia mente, mi suggeriva di dover necessariamente scegliere a quale dare attenzione.
Il nutrimento per il nostro corpo fisico, ossia il cibo e i liquidi, è necessario alla sua sopravvivenza.
Per questo attiva dei meccanismi psichici potenti.
Basta aver sperimentato cosa succede al nostro essere quando siamo costretti o decidiamo di astenerci dal farlo, anche solo per poco tempo.
Si presentano reazioni profonde e incontrollate di aggressività, istinti che ci pervadono portandoci ad azioni violente verso noi stessi e gli altri, come anche un’astenia fisica ed apatia mentale.
Ho avuto modo di sperimentare anche l’uso del cibo, e la sensazione di sazietà che produce, come balsamo su ferite emozionali.
Per questo ancora bambino ho ingurgitato una quantità di cibo così sovrabbondante rispetto al nutrimento necessario solo al mio corpo fisico, da ingrassare notevolmente.
Il desiderio di lenire la profonda sofferenza che provavo mi costringeva a mangiare così tanto e così voracemente da poter appena masticare le pietanze.
Ma, dopo poco, quel vuoto tornava, così tentavo di riempirlo con cibi via via sempre più pesanti, sempre più grassi e in quantità considerevole.
In questo modo l’apparato digerente era costretto ad impiegare molto tempo nella digestione restituendomi l’impressione di sazietà.
Sulla strada della Consapevolezza sto realizzando che la dualità, entità divise e separate come le avevo catalogate, non esiste.
Esiste è vero un estremo e il suo opposto ma c’è un ponte che deve unire questi due opposti e questo ponte siamo noi che partendo dal basso (la Materia) e siamo richiamati verso l’alto (lo Spirito).
E così il nutrimento parte dal Corpo Fisico e attraverso i nostri Corpi (Eterico, Astrale, Mentale) sale ai Piani Superiori a nutrire le parti che ci collegano al Cielo.
Sta a noi scegliere da che parte vogliamo andare e quale Signore servire.
In ogni nostro pensiero e azione quotidiani possiamo scegliere di salire verso il Sacro o scendere verso l’Empio.
Come scegliere di bere l’acqua di una pozza di fango oppure acqua che scende dal cielo, l’acqua delle nuvole.
Come posso utilizzare il cibo per nutrire lo Spirito?
Lo Spirito non si nutre di materia, questo è vero, ma prima di arrivare ad esso ci sono altri corpi che fanno parte del nostro Essere.
Per andare verso l’alto come mi devo nutrire?
Nutrizione equivale a disgregazione della materia, fatta anche di elementi che vengono dallo spazio e dall‘universo, per distribuirla a tutti gli organi.
La prima cosa necessaria è attivare la consapevolezza dell’atto del mangiare.
Come?
Rimanendo in silenzio mentre si consuma un pasto.
Non gettarsi sul cibo inghiottendolo con voracità, parlando, urlando, magari guardando il cellulare o guardando dei programmi televisivi che parlano di violenza, guerra, di stupri, omicidi, di catastrofi imminenti.
In questo modo assorbiamo solo materia grezza che va a nutrire il corpo fisico ma non i corpi sottili, ingerendo però anche emozioni di rabbia, paura, odio, risentimento che vanno ad avvelenare il cibo ingerito.
Per arrivare a nutrire i nostri corpi sottili il cibo va masticato a lungo fino a renderlo quasi liquido.
Ogni boccone dovrebbe essere masticato dalle 30 alle 50 volte, a seconda della sua consistenza iniziale.
Così la materia e l’energia che lo compongono vengono separati e la seconda potrà andare a nutrire i nostri organi ed apparati.
Ma la mente deve accompagnare questo processo generando sentimenti di amore e di gratitudine per quello che si sta ricevendo.
Naturalmente non tutti i cibi hanno la stessa vibrazione e frequenza.
Quello che proviene da esseri più simili a noi come il maiale, i bovini, gli ovini e in genere tutti i mammiferi, di cui noi facciamo parte, andrebbe evitato per permette al nostro sistema immunitario di riconoscere prontamente quello che mi appartiene, che non va distrutto, da quello che mi è estraneo.
La carne, i formaggi stagionati, i dolci zuccherati non hanno le stesse vibrazioni della verdura, del pesce bianco, del formaggio fresco, della frutta.
Le bevande come il vino, la birra, i liquori, che incidono fortemente sulla lucidità e l’attenzione, dovrebbero essere ridotti al minimo.
Prima del pasto ci si dovrebbe collegare con le Entità che governano i Piani Superiori.
Per questo anticamente si pregava prima di consumarlo.
Anche il canto permette di collegarsi con le Entità Celesti e chiedere la loro presenza benefica sull’atto.
Il silenzio andrebbe mantenuto durante tutto il tempo.
Silenzio di parola, ma anche nelle azioni che accompagnano la consumazione del cibo, evitando di sbattere piatti e posate, cercando di attivare consapevolezza, anche nello sparecchiare e apparecchiare, nel versare acqua in un bicchiere, nel servirsi da un piatto di portata.
Così il cibo diventa sacro.
