Blaise Pascal ha detto: il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce.
È una verità.
Ma quanti di noi conoscono le ragioni del Cuore?
Solo oggi, dopo 70 anni di vita, posso dire di aver iniziato a comprendere le ragioni del mio.
Ho passato una gran parte di essa a comprendere e coltivare le ragioni della Mente.
Questo perché non volevo andare a esplorare quelle del Cuore. Lì sentivo una grande, grandissima sofferenza che non volevo attraversare.
Ho preferito vivere nelle fredde regioni della ragione.
Fredda, calcolatrice, egodiretta.
Ho chiuso il Cuore in un’armatura impenetrabile.
Non ha smesso di battere, no.
Ma singhiozzava come singhiozza un bimbo, che venga abbandonato da tutti, nella speranza che qualcuno lo senta e corra ad accudirlo.
E questo mi succedeva fin da giovane.
Questi singulti si sentivano fino nella fisicità dell’organo, gli strumenti per rilevare il suo battito lo segnalavano.
Extrasistoli.
Ho continuato imperterrito a farlo lavorare come uno schiavo, sollecitato da impegni psico-fisici sportivi, da stress legato alla paura e alla rabbia, da una incosciente attrazione verso le sfide.
Il giorno 30 aprile 2022 il Cuore, stanco, ha iniziato a morire……. Fisicamente.
Un infarto lo ha fatto lentamente spaccare.
L’Assoluto Benedetto aveva già deciso che non avrei lasciato questa terra quel giorno.
Non era ancora arrivato il mio momento, come già tante volte in passato era già successo.
Il Cammino dello Spirito, che avevo già intrapreso da anni, non era riuscito a portarmi nelle regioni del Cuore.
Continuavo a vagare in quelle della Mente, attratto dalla sua potente gravità.
Il 7 agosto di quest’anno il Cuore ha iniziato a bussare forte e farsi sentire.
Correva, correva 70, 80, 90, 100, 120, 130.
Poi improvvisamente …. Un colpo a vuoto. E via ancora al galoppo.
Chiedeva aiuto, voleva essere ascoltato, mi stava dicendo: guarda che ci sono anche io e senza di me non si va da nessuna parte su questa terra.
Mi sono detto: bene il mio Cuore è stanco, stanco di vivere come schiavo della Mente ed io lo voglio ascoltare perché anche io sono stanco di valutare, di programmare, di verificare, di giudicare e di regolare le mie emozioni e i sentimenti di conseguenza, a farmi condurre da questi cavalli.
Tutto quello che ho letto e studiato fin ad ora, tutto il Sapere accumulato in anni di studio, tutta la marea di parole, concetti, esperienze, esercizi stava finalmente permeando i territori del Cuore.
Ho capito.
Ho capito nel Cuore che devo farmi condurre e mi sono sentito pronunciare: mi arrendo, sia fatta la tua volontà.
Che leggerezza, che sensazione di gioia, di pace, di infinita riconoscenza mi ha pervaso.
Ho percepito un grazie provenire dal Cuore: questo vuol dire prendersi cura di me, ora ci sono anche io nella tua vita e finalmente posso parlare insieme alla Mente e tu mi stai ad ascoltare.
So che la mia esistenza cambierà da oggi, farò ogni sforzo possibile, dedicherò ogni minuto del mio tempo rimanente a scoprire e seguire questo nuovo sentiero.
Sto navigando in regioni sconosciute e questo è avvincente, entusiasmante, affascinante.
Il vento che ora soffia da nord sta sussurrando serenità, lucidità, amore.
Il grande poeta Eugenio Montale, che solo ora sto cominciando a apprezzare nella sua grandezza compositiva, descrive molto meglio delle mie parole quello che sento:
il vento che nasce e muore
nell’ora che lenta s’annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.
Non voglio più scordare il mio Cuore.
Voglio che esso venga suonato dalle brezze dei Territori Superiori.
Voglio che esso suoni in accordo con una musica che viene dal Cielo.
